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CHIARA VITALE BRIDAL : L’ELEGANZA DELLA SPOSA BON TON

CHIARA VITALE BRIDAL : L’ELEGANZA DELLA SPOSA BON TON

L’atelier Bon Ton d’eccellenza, in puro stile milanese. Il tuo abito da sposa, cucito su di te.

 

  • Raccontaci di te. Quale è la storia di Chiara Vitale.

Gli studi classici, giuridici e la danza classica hanno segnato la mia vita, come la ricerca della bellezza e dell’armonia.

Dopo aver partecipato a fondare uno studio legale e averlo seguito in modo attivo, soprattutto nel coordinamento delle attività , dei rapporti con il cliente  e delle relazioni con il pubblico internazionale, ho avvertito in modo ogni giorno più forte  l’esigenza  di realizzarmi  in modo diverso portando alla luce definitivamente la mia creatività, la mia ricerca del bello.

Ho scommesso su di me e su altri talenti, ho studiato, ho ascoltato, ho guardato alla bellezza del passato, dell’arte, della cultura e ho liberato ciò che il cuore e la mente via via mi dicevano.

Gli accessori sono sempre stati la mia grande passione. Da li, nel 2007, parte tutto: la ricerca di pellami e tessuti preziosi, borse interamente fatte a mano da giorno, da viaggio, da sera, personalizzate e talvolta disegnate e costruite per e con le clienti con un mio atelier artigianale a questo dedicato. E insieme alle borse accessori , cappelli, guanti, bijoux creati tutti secondo le tecniche  sartoriali delle antiche botteghe artigianali

L’atmosfera e la filosofia del vero atelier di una volta dedicato agli accessori arriva a coinvolgere a tal punto le clienti che nasce da loro stesse la richiesta di tornare anche per l’abbigliamento a questa pratica. E così nascono le prime linee di prèt a porter in maglieria da giorno e da sera.

Gli abiti da sera e  da cerimonia  però sono sempre stati nel mio cuore: e così silenziosamente ricostruisco tramite le sarte, che da sempre gravitavano intorno alla mia famiglia che di loro si servivano per storia e  abitudine, un team di lavoro per realizzare un passo in più del mio sogno

Fino ad arrivare alla grande passione: le spose

 

abito da sposa

 

  • Riferendosi al mondo wedding : come nascono le tue collezioni? Da cosa o da chi prendi ispirazione?

 Le collezioni sposa, così come tutte le mie collezioni, prendono vita in primo luogo da tre parole che sono il mio motto : bellezza, femminilità e grazia.

Oltre a questo c’è da sempre una grande passione sentita, studiata e curata per lo stile e l’eleganza indiscussi degli anni 50-60 Linee pulite, raffinatezza, cura dei dettagli, glamour. Muse indiscusse in ogni  momento della mia vita  da un punto di vista creativo, le Sorelle Fontana, con la loro storia, la loro forza nel costruire uno stile unico e intramontabile, nel creare capi che rappresentano ciascuno un diverso gioiello di moda .

E poi esempi di eleganza come Audrey Hepburn, di regalità come Grace Kelly, di classe come Jackie Kennedy insieme ad un pizzico sensualità come Marilyn Monroe.

Sulla base di questi punti fermi e cardini solidi, lascio che la mia creatività incominci a correre, che il mio animo si lasci ispirare e che tutto segua il cuore. Non c’è mai un percorso prestabilito nel creare una collezione. A volte nel momento in cui meno te lo aspetti è un ‘immagine della natura, una frase di una poesia o di un libro o anche un lampo nel tuo silenzio interiore che ti danno uno spunto e da li tutto nasce.

Ciò che caratterizza però il mio creare una collezione è che essa non è composta da più capi differenti, che se pur pensati e studiati sono l’uno diverso dall’altro, ma dietro alla collezione c’è una vera  “ danza” di capsule che si legano l’una all’altra nel creare una vera è propria fiaba. Ogni collezione ha un tema sulla base del quale spesso si crea una vera e propria storia. E ogni capo creato ne rappresenta sfaccettature particolari nelle forme, nei tessuti, nei dettagli.

Per il mio atelier non esistono collezioni che hanno una data, perché i capi che andiamo a creare nelle diverse collezioni diventano poi in realtà dei classici senza tempo.

Fiore all’occhiello dell’atelier fin dalla sua nascita è l’amore e la dedizione per il dipinto a mano che dagli accessori si è sviluppato fino alla creazione di tessuti unici interamente dipinti con i quali vengono realizzati  capi-gioiello in cui trionfa il mondo dei fiori da me sempre immensamente amato

 

abito da sposa

 

  •  Che significato ha per te poter vestire una sposa? E a volte anche il suo seguito femminile?

Vestire una sposa ha per me un significato importante.

Non solo è partecipare ad un sogno che è in ogni donna, ma permettere alla bellezza e all’armonia di prendere corpo, di coniugare la cultura del passato con la modernità, di riscoprire tessuti preziosi magari cercati  in tempi lontani e rimasti in atelier in attesa di chi li rendesse vivi, fare bozzetti, prove infinite per scartare ciò che pur bellissimo non è la perfezione che cerco, lasciarmi ispirare da forme e colori che vedo nella natura o in quadri di valore, scrivere sul mio diario pensieri sulla sposa, che poi forse alla fine condividerò con lei, e poi se la sposa lo desidera essere io a vestirla e accompagnarla fino  al suo arrivo in Chiesa o in Comune .

Ormai da anni accade molto spesso che oltre alla sposa con immenso piacere mi venga affidata la realizzazione degli abiti di chi la circonda: dalla mamma, alla sorella, alla nonna, fino alle damigelle e le testimoni. E’ in questo caso un bellissimo sogno e progetto che si realizza in modo ancora più completo, perché insieme alla sposa è come se venisse dipinto intorno al suo abito il resto del quadro che la circonda, chiudendola in una cornice in cui la fiaba si fa realtà

 

abito da sposa

 

  • Credi che anche in questo tuo mondo sartoriale e bon ton ci sia l’esigenza di seguire le tendenze imposte dall’esterno, oppure è un mondo a sé?

 Pur osservando sempre con attenzione il mondo della moda e del bridal che mi circonda, ammetto con grande sincerità che non mi faccio influenzare dalle tendenze imposte dall’esterno. Lascio che  la mia creatività e il mio cuore mi guidino in quello che sento in quel momento.

Non  nego che mi capita costantemente di anticipare di qualche anno alcune tendenze e neppure io ne so il motivo. E’ come se la mia interiorità  sentisse prima del tempo. Mi lascio guidare da lei e il mio cuore e le mie mani creano.

 

abito da sposa

 

Ogni creazione o collezione nasce come detto da un progetto complesso, che risente di influenze filosofico-letterarie e musicali.

I miei abiti si rivolgono a donne in grado di apprezzare la bellezza del Made in Italy più autentico, il valore dei tessuti preziosi impiegati e delle antiche tradizioni sartoriali.

Ogni abito creato vuole essere “unico” e nasce dall’ascolto dei desideri più nascosti di chi dovrà indossarlo, cosicché il giorno del matrimonio o di un evento importante sia un trionfo di bellezza, un tripudio di gioia.

 

abito da sposa

 

  • Legata inizialmente alla linea bridal, nell’ultimo anno notevolmente ampliata abbiamo visto l’ingresso di una collezione? Di cosa si tratta e chi riguarda

 Si tratta della nuova linea Chiara Vitale Enfants.

Già da alcuni  anni,  all’interno della linea bridal, abbiamo dato vita ad una capsule dedicata alle più piccole non solo come damigelle, ma per accompagnare e  segnare i passaggi più significativi della loro vita: dal Battesimo, alla Comunione fino alla Cresima. In questa prima scelta c’è stata una decisione ben precisa di ridare importanza a momenti della vita di una donna  che, per quello che è stata la mia esperienza personale, segnano e rimangono vivi nella  memoria  durante tutta la  vita.  La creazione di abiti  eleganti, puliti dove la semplicità delle forme viene esaltata dalla scelta di tessuti  particolari dal “sapore antico” ma vissuti in chiave moderna

Sulla scia di questo primo passo ho spesso ascoltato e raccolto le richieste di molte mamme che lamentano di non trovare più capi anche da tutti i giorni semplici, dal sapore bon ton, ben realizzati, di qualità però con uno spirito degli anni 2000 . E così è nata la scelta di creare  una mini linea da bambini con capi classici, freschi, giovani, ma sempre creati sartorialmente.

Non nego che dietro a questa nuova collezione c’è  una lunga riflessione e la scelta di una filosofia: quella di educare fin da bambini al bello e soprattutto allo spirito sartoriale. Infatti credo che, se fin da piccoli, come è capitato a me, i bambini respirano la bellezza di un capo ben cucito, realizzato con tessuti di qualità, personalizzato, sfatando il mito del fattore che tutto questo ha un costo superiore al resto, avremo future ragazze che se, pur indosseranno giustamente un jeans e una maglietta con gli amici, ameranno per le loro prime serate, per le cerimonie e infine per il loro grande giorno la bellezza di un capo pensato, creato e  cucito solo per loro.

 

abito da sposa

 

  •  Ci lasceresti un tuo pensiero o suggerimento per le spose che ci leggono e non solo per loro?

Senza nessuna retorica il matrimonio è un giorno unico e la sposa deve viverlo “ davvero” da protagonista.

I primi incontri sono di ascolto e creazione perché tu sia  te stessa, nella tua  pienezza.

Un mio abito da sposa è sempre unico, perché tu sei unica ed io non potrei fare diversamente

Come dico alle mie spose l’abito che creo è solo un bellissimo “scrigno”, che deve far risaltare la tua bellezza interiore

E questo pensiero vale per le spose ma ancora di più per ogni donna che nella vita di tutti i giorni deve sentirsi se stessa e valorizzare la sua personalità, la sua femminilità e la sua eleganza. Quindi anche negli abiti di tutti i giorni che creo è sottesa questa filosofia

 

Emanuela – White Tulipa

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SPOSE REALI

SPOSE REALI

Un percorso nei matrimoni reali degli anni ’20 e ’30 alla scoperta degli abiti delle spose reali.

Nel primo ventennio del 1900, la donna inizia a ricoprire dei nuovi ruoli nella società, e con questo mutamento, cambiano anche gli abiti femminili.

In questo periodo, infatti, avviene una vera e propria rivoluzione del costume femminile. Nel 1910 l’abito per signora cambia radicalmente. Inizia così una nuova era della moda.

Gli abiti assumo linee più morbide, le gonne diventano diritte, strettissime e si accorciano sino alla caviglia. In alcune occasioni le gonne hanno una sopra gonna, realizzata in tessuti leggeri ed impalpabili che si ferma sotto il ginocchio.

Cambiano anche le scollature, e si diffonde, proprio in questo periodo, lo scollo a “V”, che suscita molto scalpore e che viene soprannominato, “la blusa della polmonite”.

Negli anni ’20 la grande novità modaiola è la vita bassa e la gonna che si accorcia fino al ginocchio.

La nostra attenzione però è più rivolta alla moda sposa e a come anche in questo settore, soprattutto nelle famiglie reali, è cambiata.

 

Gli anni ’20.

In questo periodo anche gli abiti delle spose e soprattutto quelle reali, seguono questi nuovi dettami della moda femminile.

Fluidità nelle forme, semplicità, ma in qualsiasi caso abito lungo.

Solo qualche sposa reale, come Elena d’Orléans o Astrid di Svezia, azzardano con un abito la cui lunghezza è di poco sopra la caviglia.

Il tessuto scelto per questi abiti è quasi sempre la seta. Pizzi e merletti sono usati solo ed esclusivamente per il velo, che è fermato a lato del capo e che ricopre del tutto sia i capelli che la fronte. Sulla fronte è posto il diadema o, più frequentemente, una coroncina di fiori o una fascia.

Il bouquet era un enorme mazzo di fiori, che il più delle volte ricopriva per buona parte l’abito.

La prima sposa reale che ha inaugurato questa nuova tendenza è stata Margaret di Svezia. Figlia maggiore del principe di Svezia, che per le sue nozze ha scelto un delizioso abito dalle linee fluide, con l’orlo alla caviglia e con delicati ricami. L’acconciatura, seppur moderna nel suo stile, mantiene la coroncina di mirto, tipica della tradizione delle spose svedesi.

Anche la duchessa di Lussemburgo, Charlotte, nello stesso anno, per le sue nozze indossa un abito in seta pesante operata, con sopra gonna e scollo drappeggiato. Sul velo è posto il diadema che però non è l’unico gioiello indossato dalla duchessa.

 

spose reali

Spose in Romania, Gran Bretagna e Grecia.

Tra il 1921 ed il 1922 in Romania, convolano a nozze le due figlie della Regina Maria.

Entrambe le spose scelgono un’acconciatura a banda intorno al capo. Una delle due decide anche di indossare una coroncina di mirto dalla quale scendono lunghi elementi di seta. Gli abiti sono morbidi e fluidi.

Anche in Inghilterra gli abiti delle due spose reali, quali Mary, Princess Royal, e Elisabeth Bowes Lyon, avevano linee diritte e uniformi.

L’abito di Elisabeth Bowes Lyon, è arricchito da un ricamo di perle e argento sul corpetto.

L’abito di Mary, Princess Royal, è più ricco. Si tratta di un abito di seta intessuto in argento, con una sopraveste di tulle ricamata con perle e filo d’argento che riporta la rosa inglese.

In Inghilterra in questi anni i diademi si indossavano in tutte le occasioni speciali ed importanti, eccezione fatta per il matrimonio. In questo giorno le spose reali preferivano indossare sul velo coroncine di fiori d’arancio o di mirto.

In Grecia le spose reali mantengono la tendenza modaiola dell’epoca, scegliendo abiti dalle linee diritte, molto semplici, con il velo in pizzo antico, fermato dal diadema, da cui scendono piccoli boccioli d’arancio.

 

spose reali

Gli anni ’30.

Importante matrimonio, celebrato proprio nel 1930 in Italia, è quello tra Maria José e Umberto.

La sposa indossa un abito disegnato dal suo sposo. Un abito in velluto bianco senza maniche ma con lunghi guanti bianchi in seta. A completare c’era un velo tutto ricamato in oro, lungo 5 metri e che faceva anche da cappa.

Per le spose anni ’30 è stato ripreso fedelmente lo stile degli abiti delle spose anni ’20.

Abiti in seta senza ricami o merletti con le maniche lunghe. Uno stile alquanto monacale.

In Grecia tra il 1930 ed il 1931 si sono svolti 4 matrimoni reali molto importanti. I matrimoni delle 4 sorelle di Filippo, oggi principe consorte della Regina Elisabetta e duca di Edimburgo.

I loro abiti seguono la moda del periodo, linee morbide con maniche lunghe, solo con qualche piccola variante, quale il peplo d’onore, in richiamo delle Olimpiadi.

Solo due abiti sono degni di nota di richiamo tra le spose reali degli anni ’30, in quanto totalmente diversi dallo stile del periodo.

L’abito di Marina di Grecia, che inizia a rappresentare l’ideale dell’abito da sposa per molti anni a venire, e quello di Kira di Russia.

Un abito in un pesante tessuto di lamé di seta lavorato con il motivo delle rose inglesi, con scollatura drappeggiata e ampie maniche. Il velo è quello che aveva indossato la madre alle sue nozze, in pizzo antico e che è appoggiato sopra un lungo velo in tulle. Per fermare il velo una tiara.

Kira di Russia, invece, decide di indossare un abito di corte della nonna. Dando così inizio alla riscoperta degli abiti della tradizione di famiglia.

 

Emanuela – White Tulipa

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